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Letture di gusto: prodotti tipici la vite maritata in Campania
 

La vite maritata in Campania

La coltivazione della vite prevede la presenza di un tutore; nell'antichità i contadini usavano come tutore un albero vivo (vite maritata). Gli Etruschi svilupparono questa tecnica di coltivazione con due varianti: l' alberata, ove la vite è tenuta legata ad un singolo albero, e la piantata, ove le viti, legate ad alberi disposti in filari, sviluppano i loro rami lungo funi legate tra i vari alberi.
Interessanti esempi di alberate sono oggi ancora presenti in alcuni coltivi del Cilento (Salerno). Cospicui esempi di piantata sono tuttora frequenti nel Casertano, ove il vitigno coltivato è l'Asprinio ed i tutori sono pioppi alti fino a 15 m.

Le piantata aversane
La sistemazione dei terreni con presenza di piantate ha assunto connotazioni diverse in relazione al luogo, al periodo storico e al relativo evolversi delle tecniche di coltivazione. Nell’Italia centrosettentrionale, in passato, le piantate erano diffuse in molte zone tra cui quella del Reggiano, dove ancora oggi sussistono alcune di esse, ma è nell’Italia meridionale che esse hanno sempre avuto notevole rilevanza.
Le più celebri sono quelle aversane (dalla cittadina di Aversa, nel Casertano), che, in questo comprensorio, vengono impropriamente definite alberate. Sono prevalentemente costituite dal vitigno Asprinio, discendente dalla Vitis vinifera subsp. sylvestris, domesticata dagli Etruschi, sostenute da filari di pioppo. L’altezza media si aggira intorno ai 10-15 m; raramente lungo il filare, al posto di alberi vivi si utilizzano pali di castagno.
Questo tipo di coltivazione è attualmente diffuso nell’area corrispondente alle tre province di Napoli, Benevento e Caserta. In queste zone, durante la formazione delle alte spalliere e durante i lavori di potatura secca, i tralci delle viti vengono sistemati in senso verticale in modo da formare un ventaglio aperto.
Nelle piantate del nord Italia, invece, i tralci vengono posizionati in cordoni paralleli in senso orizzontale lungo i tiranti presenti ad altezze diverse del filare (Varani, 1985). Queste differenze sono ben evidenti durante il periodo invernale, quando sia gli alberi tutori sia le viti sono privi di foglie. Di norma, in entrambi i casi la potatura invernale si effettua ogni due anni, ma ogni anno durante il ciclo vegetativo si esegue regolarmente la potatura verde, sia delle viti sia degli alberi, in modo da esporre meglio al sole i grappoli d’uva.
La varietà di vite Asprinio bianco presenta grappoli di forma conico-piramidale, con acini bianchi arrotondati. È uno dei pochi vitigni che non necessita dell’innesto su viti americane poiché è immune alle infestazioni di fillossera. È prevalentemente coltivato per la produzione dell’omonimo vino DOC Asprinio, che vinificato in purezza dà origine anche ad un ottimo vino spumante abbastanza tipico e apprezzato. Il Decreto di approvazione della DOC Asprinio d’Aversa prevede che in etichetta potrà figurare la dicitura da vigneti ad alberata o alberata solo se le uve provengono esclusivamente da vigneti allevati con tale forma di coltivazione, tradizionale per la zona.
Questo paesaggio aversano ha sempre colpito i viaggiatori del Gran Tour del Settecento. Scrive W. Goethe nel suo Viaggio in Italia: Finalmente raggiungemmo la pianura di Capua. Nel pomeriggio ci si aprì innanzi una bella campagna tutta in piano. I pioppi sono piantati in fila nei campi, e sui rami bene sviluppati si arrampicano le viti. Le viti sono d’un vigore e d’un’altezza straordinaria, i pampini ondeggiano come una rete fra pioppo e pioppo.
Aubert de Linsolos scrive invece nei suoi Souvenirs d’Italie: i rami della vite intrecciati ai grandi alberi all’orlo della carreggiata, danno l’idea di tanti archi trionfali di verzura, preparati per il passaggio di un potente monarca. Non sempre le piantate arrivano a 15 metri d’altezza. Nella zona dei Monti Lattari l’altezza non supera i 4 metri; nel Nolano arriva a 5-6 metri.
Molto particolare è la situazione dell’isola d’Ischia. Nelle zone pianeggianti del versante meridionale fino a una decina di anni fa esistevano bellissime viti maritate a pioppi secolari, oggi purtroppo quasi del tutto scomparse. Sono presenti ancora oggi rari esempi di questo tipo di coltivazione nel comune di Barano (in località Chianole del Testaccio), ove le viti vengono ancora coltivate alte, in modo espanso, con potature lunghe, con spalliere e contro-spalliere, ma sono oggi sostenute da tutori morti costituiti da pali di castagno (Castanea sativa Mill.) o da canne (Arundo donax L.). Tale sistema di coltivazione consente la produzione di grandi quantità d’uva a scapito della qualità, mentre la coltivazione della vite a forma bassa, con potatura corta, comune nelle zone del versante settentrionale dell’isola, consente di ottenere uve meno abbondanti ma di grande pregio. Va messo in risalto che nelle zone meridionali è evidente l’influsso etrusco, mentre nelle zone settentrionali è evidente l’influsso greco.

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Asprinio di Aversa Vite Maritata

L’Asprinio di Aversa “Vite Maritata” è un vino bianco molto fresco, diretto e beverino, nato da viti a piede franco. Ha una personalità immediata, dritta e vibrante, dai profumi di fiori, agrumi ed erbe aromatiche e dal gusto molto fresco, agile e pulito.

Descrizione
L’Asprinio di Aversa “Vite Maritata” della cantina I Borboni è un vino campano dal profilo molto fresco e sapido, che viene prodotto con l’antico vitigno a bacca bianca Asprinio d’Aversa in purezza. I terreni sabbiosi hanno consentito di continuare a piantare le viti a piede franco, senza temere devastazioni da parte della fillossera. Il nome del vino fa riferimento all’antico metodo d’allevamento della vite, che veniva coltivata sfruttando gli alberi come tutori vivi e lasciando rampicare i tralci liberamente. Un modo usato dalle popolazioni d’origine etrusca e da molte genti italiche, prima che i Greci introducessero l’arte della potatura. Il vino si caratterizza soprattutto per gli aromi agrumati e fruttati e per una freschezza quasi citrina, che rende il sorso nitido e verticale.
Il vino Asprinio di Aversa “Vite Maritata” è prodotto in un territorio della Campania che è rimasto legato alle più antiche tradizioni, una sorta di piccola enclave della memoria, della storia delle origini della viticoltura. La cantina I Borboni coltiva i vitigni tipici del territorio e in particolare ha conservato ancora le vecchie vigne di Asprinio ad alberata aversana, ovvero coltivate maritate ai pioppi, che ne costituiscono il naturale tutore. Un sistema che prevede complesse e acrobatiche vendemmie, effettuate con lunghe scale a pioli. Si tratta di vecchie viti a piede franco coltivate su suoli sabbiosi, che donano uve dalla viva freschezza anche a piena maturazione. Caratteristica che si ritrova anche nel vino, che si distingue proprio per la sua semplicità espressiva e per il suo volto tipicamente territoriale.
Il “Vite Maritata” Asprinio di Aversa della cantina campanai viene prodotto con una pressatura soffice delle uve e una fermentazione in serbatoi d’acciaio della durata di un paio di settimane. Prima d’essere imbottigliato, il vino matura per 6 mesi in vasche d’acciaio. Nel calice ha un colore giallo chiaro con brillanti riflessi dorati. Il bouquet ricorda delicati profumi di fiori bianchi, intensi aromi di agrumi, note fruttate e ricordi di erbe selvatiche della macchia mediterranea. Il sorso è teso e vibrante, con un frutto delicato e una chiusura sapida dalla vivace freschezza citrina.
Colore giallo dorato tenue e brillante, profumo immediato, agrumato e floreale, di fiori bianchi, erbe mediterranee e scorza di agrumi, gusto molto fresco, teso, sapido, dinamico e beverino.

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